Lo scorso mese a Bologna in occasione della presentazione del volume “Deaths in Venice” (Carteggi Letterari edizioni) mi sono incontrato con Enzo Campi. Amabilmente, tra una birra e un’altra, abbiamo chiacchierato “dei massimi sistemi” ; poi si è lasciato sfuggire una frase ad effetto tra lo scherzoso e il serio : “i nostri libri nascono già morti”. Ovviamente il riferimento era riguardo la diffusione e conoscenza extra settoriale. Campi in realtà è un architetto della costruzione po(i)etica ed i suoi libri sono plasmati alla vita del linguaggio. In particolare se osserviamo i suoi due ultimi lavori, “Ex tra sistole” (Marco Saya edizioni 2017) e “L’inarrivabile mosaico” (Anterem Edizioni 2017), notiamo come la frammentazione vada a costituire una deflagrazione all’interno di una riflessione plastica, tra mattoni di scrittura propri e di altri attori-autori. La parola si fa inarrivabile ma non in un unico significato-significante, si fa ex da se stessa, si fa “fuori da”. Un mosaico pensato/pensante al di là di facili riferimenti letterari, una voce concreta spoeticamente poetica, forte e ipertestualmente impegnata. Se i libri nascono già morti, risorgono improvvisamente nei tasselli dell’inaccaduto e in quello che forse frammentariamente sarà. La risposta ad una non domanda, forse ci arriva dall’ultima pagina di Ex tra sistole: un bellissimo e polisemico punto interrogativo.
e l’
anatema
che dissangua le vene
chiude la porta al motto
silenziato dal
coro
:
non c’
è disastro per
quanto annunciato che
valga come pratica a
delinquere
quale che sia il soffio trafelato
come trucco a ornamento come
lusinga se mai dovuta e dolente
ti tocchi e insieme sei toccato
nell’esperienza da reiterare ogni
giorno come se fossero gabbiani
e non aquile gli uccelli che sferzano
l’aria e parli vieni parlato quando
consegnati alla pioggia osserviamo
il dissolversi della muffa sui fusti
che conservano le parole ancora
impronunciate quale che sia l’urlo
espulso all’unisono resterà sempre
vivida l’eco che si dilegua sulle
bordature delle labbra glorificando
il sacro furore della raggiunta armonia
la foto di Enzo Campi è di Dino Ignani